Consumare cibi ad alto indice glicemico, come lo zucchero e carboidrati raffinati, danneggiano anche  il cervello aumentando il rischio di Alzheimer e demenza senile

                                                                                    

Il consumo di cereali raffinati danneggia il cervello causando infiammazione sistemica.

La leggenda metropolitana che il cervello abbia bisogno di  zucchero è una notizia vecchia

 Il grasso, in particolare i corpi chetonici, sono il vero carburante per il cervello che è infatti composto per almeno il 60% da grassi.

 Infatti uno studio ha valutato l’efficacia terapeutica dei corpi chetonici nel trattamento dell’Alzheimer. 

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Consigli per prevenire l’Alzheimer e migliorare la memoria

 

 

 

La causa  viene attribuita all’ aumento dell’età media della popolazione,  ma se analizziamo più nel dettaglio molte altre motivazioni più profonde emergono.

L’esposizione all’alluminio, presente in molti farmaci, vaccini, cibi e metodi di cottura è stato scientificamente legato all’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Le benzodiazepine, comunemente utilizzati per l’insonniaansia e disturbi depressivi, aumentano il rischio di demenza e accelerano il declino cognitivo, come mostrano i risultati di uno studio francese che osserva come basta usarli per più di 3 settimane per danneggiare il cervello e aumentare il rischio di Alzheimer dell’80%.

Ma quello che riguarda ancora di più tutta la popolazione è il consumo di dolci, pane, pasta, zucchero e alimenti ad alto Indice glicemico

I ricercatori avevano scoperto che il cervello produce l’insulina necessaria per la sopravvivenza delle cellule cerebrali, ma una proteina tossica chiamata ADDL rimuove i recettori per l’insulina dalle cellule nervose, rendendo così i neuroni resistenti all’insulina, e come le ADDL si accumulano, la memoria comincia a deteriorarsi.

Molti ricercatori hanno addirittura definito l’Alzheimer come uno stato avanzato del diabete tipo 2.

i diabetici hanno un rischio raddoppiato di sviluppare la malattia di Alzheimer.

Un nuovo studio condotto da ricercatori della Albany University di New York, mostra che il morbo di Alzheimer potrebbe essere la fase finale del diabete di tipo 2.

Il Dott. Edward McNay che ha condotto lo studio ha affermato:

 

“Le persone che sviluppano il diabete devono realizzare che questo è qualcosa di più che controllare il loro peso o la loro dieta. E’ anche il primo passo sulla strada del declino cognitivo. In un primo momento non saranno in grado di tenere il passo con i loro figli mentre giocano, ma nel giro di 30 anni non li potranno nemmeno riconoscere”. 

 

Infatti il 70% delle persone che hanno il diabete tipo 2 sviluppano nel corso degli anni l’Alzheimer. In un altro studio recente, 7 ricercatori hanno utilizzato le scansioni cerebrali per osservare 150 persone di mezza età che erano a rischio di Alzheimer, ma non mostravano segni di esso, in via preliminare dello studio. Le scansioni del cervello hanno rivelato che una maggiore resistenza all’insulina è stata collegata a meno zucchero in parti chiave del cervello, spesso affette dal morbo di Alzheimer.

L’insulina è l’ormone che aiuta il corpo ad usare lo zucchero presente negli alimenti che mangiamo, e lo converte in energia o lo immagazzina.

L’insulino-resistenza è quando la risposta del corpo ad un livello normale di ormone si riduce, creando un bisogno di più insulina.

se c’è insulina non si riesce a far entrare lo zucchero nelle cellule. Questo è importante nella malattia di Alzheimer, perché nel corso della malattia c’è una progressiva diminuzione della quantità di zucchero nel sangue utilizzato in alcune regioni del cervello.

Le regioni cerebrali finiscono con sempre meno zucchero e quindi non riescono più a svolgere processi complessi, come la formazione dei ricordi.

Quindi consumo di zucchero e cibi ad alto indice glicemico stimola l’insulino-resistenza e quindi danneggia il cervello.

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L’insulino-resistenza spesso precede il diabete e può essere dovuta a fattori genetici, ma si verifica spesso con l’obesità, aumento di peso, lo stress e la sedentarietà.

La dieta gioca un ruolo cruciale perché gli alimenti ad alto indice glicemico inducono dei picchi di livelli di glucosio nel sangue, che necessitano di una drastica risposta insulinica.

Picchi troppo alti e frequenti possono portare a insulino-resistenza. Il consumo di cibi ad alto indice glicemico danneggia quindi il cervello, la memoria e le funzioni cognitive come dimostrato in uno studio pubblicato su Neuroscience

Un studio pubblicato sul New England Journal of Medicine dimostra che anche un lieve aumento della glicemia, un livello di circa 105 o 110, è associato ad un elevato rischio di demenza.

C’e inoltre da dire che la memoria zuccherina cioè derivata da cibi con amido o zucchero dura all’ incirca 36 ore, mentre invece la memoria proteica è a lungo termine si fissa per  molto più tempo.

Tutto questo  perchè c’è un miglioramento delle sinapsi e delle connessioni con i neuroni individuali

 

Cioe’ vuol dire che consumare troppi zuccheri ci rende molto piu’ smemorati .

 

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