AUTOIMMUNITA’ O MALATTIA AUTOIMMUNE

 

CHE COS’E?

 

Il concetto di malattia autoimmune infatti non coincide con quello di reazione autoimmune, dato che quest’ultimo fenomeno biologico è in realtà estremamente frequente nell’ambito delle normali funzioni di difesa assolte dal sistema immunitario.

 Ad essere coinvolto può essere un organo oppure dei tessuti

L’elemento distintivo della malattia autoimmune è l’incapacità del sistema immunitario di spegnere i processi diretti contro l’organismo al termine di una fisiologica risposta infiammatoria o di prevenirne lo sviluppo al di fuori di essa.

Il processo di attacco autoimmune contro antigeni può essere confinato a singoli distrettii, organi o apparati o avere ricadute dirette o indirette sull’intero organismo (malattia autoimmune sistemica o malattia sistemica).

 

RISPOSTA TH1 E TH2
Esistono due tipi di risposta immunitaria linfocitaria: la risposta TH1 e quella TH2.
La risposta TH1
è orientata in senso citotossiconei confronti di virus e batteri. È sostenuta dall’IFN-γ (che attiva la produzione di radicali liberi, NO soprattutto, da parte dei macrofagi e inibisce la risposta TH2) e dall’IL-12 (che stimola le cellule NK a produrre IFN-γ). È una risposta carente nei Paesi industrializzati ove prevale la risposta TH2.
La risposta TH2 è orientata in senso anticorpale ed è tipica delle malattie allergiche. È sostenuta dall’IL-4 (che attiva i linfociti B e la produzione di Ig E), dall’IL-5 (che recluta eosinofili in presenza di parassiti), dall’IL-13 e dall’IL-10 (che è una citochina antinfiammatoria, blocca l’IL-3, l’IL-5, l’IL-12, la produzione di IFN-γ e la risposta TH1, ma è proinfiammatoria nei confronti dei processi allergici).
La natura dell’antigene seleziona il tipo di risposta. In ogni caso non tutti i virus inducono una potente risposta TH1. Il virus dell’influenza e del morbillo, ad esempio, sopprimono la risposta TH1 e vaccinando contro il morbillo i bambini di pochi mesi, con sistema immunitario ancora immaturo, è possibile squilibrarli in senso TH2 con conseguente iperattività allergica.

autoimmunita'

RISPOSTA INFIAMMATORIA
La risposta infiammatoria si sviluppa in seguito a diversi stimoli, come infezione e danno tessutale.
La risposta infiammatoria acuta è rapida, di breve durata e comporta effetti locali e sistemici.
La risposta locale è caratterizzata da gonfiore, arrossamento, calore, dolore e perdita funzionale. Inizia quando il danno tessutale ed endoteliale stimola la formazione di mediatori plasmatici che inducono vasodilatazione e aumento della permeabilità vascolare. Si verifica lo stravaso dei neutrofili e quindi dei monociti. L’attivazione dei macrofagi tessutali comporta la secrezione di IL-1, IL-6 e TNF-α che agiscono localmente e a livello sistemico.
La risposta infiammatoria sistemica è detta risposta di fase acuta. È caratterizzata da febbre, aumentata sintesi di ACTH e corticosteroidi e produzione di proteine di fase acuta da parte del fegato. Molti di questi effetti sono dovuti all’azione combinata di IL-1, IL-6 e TNF-α. Queste citochine agiscono sull’ipotalamo inducendo una reazione febbrile (che inibisce la crescita di numerosi patogeni e potenzia la risposta immunitaria al patogeno), promuovono la sintesi di proteine di fase acuta (proteina C reattiva, amiloide A sierica, fibrinogeno, componenti del complemento e in minor misura α1-antitripsina, α1-glicoproteina acida, α1-antichimotripsina, aptoglobulina e ceruloplasmina). Nella fase acuta diminuisce la transferrina e l’albumina.
La proteina C reattiva aumenta in corso di infezione, di infiammazione cronica, ma anche in caso di eventi stressanti e malattie come depressione e tumori. Essa stimola la risposta immunitaria e infiammatoria in quanto attiva il complemento, la fagocitosi e la cascata della coagulazione. In contemporanea, inibisce la migrazione dei neutrofili e induce la produzione dell’antagonista recettoriale dell’IL-1 che è il principale sistema di autocontrollo degli effetti infiammatori dell’IL-1.
La proteina sierica amiloide ha una prevalente azione proinfiammatoria in quanto induce il richiamo e l’adesione all’endotelio vasale delle cellule immunitarie. Le antiproteasi neutralizzano le proteasi rilasciate da neutrofili e macrofagi.
La diminuzione della transferrina si associa a una riduzione della sideremia e ad un aumento della ferritina. Ciò consente di ridurre il ferro, che potrebbe essere utilizzato per la crescita di batteri, e anche limitare la produzione di idrossil radicale in presenza di acqua ossigenata (prodotta dalle cellule immunitarie e dai tessuti infiammati).
La risposta infiammatoria cronica si ha a causa della persistenza dell’antigene e può essere dovuta a infezioni da parte di microrganismi resistenti alla fagocitosi o a varie condizioni patologiche, come in molte malattie autoimmuni in cui gli autoanticorpi attivano continuamente i linfociti T.
La caratteristica dell’infiammazione cronica è l’attivazione dei macrofagi e il rilascio di citochine da essi prodotti. Queste stimolano la proliferazione di fibroblasti e la produzione di collagene con conseguente reazione di fibrosi e a volte formazione di un granuloma.
L’IFN-γ (prodotto dai linfociti TH1, dalle cellule NK e dai linfociti TC) e il TNF-α (secreto dai macrofagi) hanno un ruolo centrale nello sviluppo dell’infiammazione cronica.
L’IFN-γ attiva i macrofagi ed essi rilasciano enzimi e prodotti intermedi reattivi dell’ossigeno e dell’azoto che danneggiano i tessuti circostanti.
Il TNF-α contribuisce al danno tessutale in corso di infiammazione cronica.

autoimmunita'
SINTOMI

Ciascuna malattia autoimmune presenta caratteristiche patogenetiche particolari ,a partire dal tipo di reazione autoimmune  e dalla sede di danno

Ciò determina un’ampia variabilità di quadri clinici.

Tuttavia dato il ruolo centrale dell’infiammazzione e nell’innesco e nello svolgimento delle reazioni immunitarie è frequente il riscontro di segni obiettivi di infiammazione in atto.

 

CAUSE

Le malattie autoimmuni derivano da un’alterata e dannosa risposta verso il proprio organismo, ma sono ancora poco chiari i fattori determinanti nel provocare questo tipo di condizione patologica o nel renderla stabile nel tempo.

 

Oltre al ruolo dei fattori genetici deve essere considerato anche l’impatto di fattori ambientali

Anche infezioni virali o batteriche possono  provocare il passaggio da una semplice suscettibilità per patologia e questione alla malattia conclamata.

Anche degli antigeni negli alimenti possono innescare una speudo malattia autoimmune vedi :

 GLUTEN SENSITIVITY e autoimmunita’

autoimmunita'

 LA PERMEABILITA’ INTESTINALE esacerba i sintomi infiammatori.

intestino

BENEFICI DELLA VITAMINA D  e autoimmunita’

 

vitamina d

FATTORI GENETICI

 

Si suppone, che parte della suscettibilità allo sviluppo di malattie autoimmuni sia dovuta a fattori genetici, determinanti ad esempio le caratteristiche biochimiche delle strutture preposte alla presentazione a antigeni o i meccanismi di sviluppo della tolleranza verso il self.

A questo proposito un esempio eclatante di controllo genetico sullo sviluppo della tolleranza verso il self è costituito dal gene AIRE

Quest’ultimo infatti promuove l’espressione di una vasta gamma di antigeni normalmente espressi a livello di vari distretti dell’organismo a livello delle cellule contro le quali si cimentano i linfociti  immaturi in attesa di subire i cosiddetti processi di selezione negativa e positiva (che determinano la sopravvivenza dei soli linfociti T in grado di legarsi ai complessi MHC e di non rispondere eccessivamente conto il self).

Mutazioni nel gene AIRE riducono significativamente il repertorio di antigeni self contro i quali il sistema immunitario viene addestrato a non reagire e di conseguenza, non appena i linfociti T vengono liberati dal timo nel torrente circolatorio, hanno luogo molteplici processi di sensibilizzazione del sistema immunitario contro componenti del self, configurando il quadro di una grave malattia autoimmune

 

 

ESEMPI DI  AUTOIMMUNITA’

  • specifici a organi
  • tiroide di Hashimoto,
  • stomaco :esempio anemia perniciosa o gastrite cronica
  • pancreas: esempio diabete mellito
  • Surreni: Malattia di eddison
  • intestino per esempio: retto colite ulcerosa o morbo di chron
  • non specifici a organi con reazioni immunitarie contro autoantigeni di diversi tessuti e deposito sistemico di complessi autoimmunitari:
  • articolazioni :esempio artrite reumatoide
  • reni :esempio il lupus eritematoso sistemico
  • derma :esempio sclerodermia
  • muscoli :dermatomiosite

Altre forme varie

  • Alopecia areata
  • Sclerosi multipla
  • Sindrome di sjogren
  • Uveite
  • Oftalmia simpatica
  • Cirrosi primitiva

 

Terapia medica

 

Generalmente i medici somministrano corticosteroidiantinfiammatori e/o immunosoppressori.

 

INTEGRAZIONE UTILE per MODULARE L’ INFIAMMAZZIONE

 

 

Questo e’ solo un esempio di integrazione possibile, per ogni sintomo ci vuole un’integrazione specifica calzata ad arte come un’ abito sartoriale.

info@andreadigiglio.it