Un tubero decisamente inconsueto e particolare ma, oltre che saporito, è un vero concentrato di salute per tutte le proprietà nutritive che ci dà. Stiamo parlando della batata rossa che assomiglia molto alla patata dolce americana, ma stranamente poco conosciuta nel nostro Paese.

La batata è una pianta appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae, nativa delle aree tropicali dell’ America; ma pare, addirittura, proveniente in epoche remote dalle isole del Pacifico, dove la coltivazione era già praticata 5000 anni fa ed e più tardi portata in Europa da Cristoforo Colombo. Come la cugina che tutti conosciamo, la patata, si diffonde in Spagna e Portogallo come cibo dei poveri. Successivamente si è poi diffusa in tutta l’Europa.

In Italia è coltivata a Latina e a Sabaudia, con il metodo dell’agricoltura biologica e biodinamica professionale, che ne esalta le proprietà. Viene prodotta oltre che nella fertile Pianura Pontina e ai margini del Parco Nazionale del Circeo anche in prossimità del Mar Tirreno dei due laghi costieri Caprolace e Monaci , in Veneto e Emilia Romagna. Diffusa in natura sia come pianta selvatica che coltivata, per la bellezza dei fiori normalmente a campanula. Nelle zone temperate è una pianta di stagione, in quelle tropicali vive come pianta perenne. È un vegetale utilissimo per mantenersi in buona salute, grazie alle sue proprietà nutritive, terapeutiche e preventive, come antiossidante e come prodotto di bellezza.

È ricca di flavonoidi e antociani e, oltre a un buon contenuto di fibre, minerali e carboidrati, 100 grammi di batata contengono quasi il triplo del fabbisogno di vitamine A giornaliero e oltre un terzo del fabbisogno di vitamina C. Si ha cosi un complesso mix di sostanze antiossidanti che esaltano le sue eccezionali proprietà anti-radicali liberi e antiaging.

Per la diversificata ricchezza dei suoi contenuti e soprattutto per le sue marcate proprietà anti-radicali liberi se ne può fare uso in cosmetica e per la bellezza (come antiossidante, emolliente, lenitivo e maschere). Non è un caso infatti che alcune creme anti rughe contengano un estratto di questo tubero.

A differenza delle normali patate, però, la batata rossa può essere consumata anche cruda insieme alla sua buccia ben lavata (è ottima ad esempio nell’insalata).

Il sapore è dolce e intenso e come gusto si colloca a metà fra la tradizionale patata e la zucca rossa. Si può consumare in moltissimi modi, dall’antipasto al dolce. Si possono adottare svariate ricette anche quelle normalmente impiegate per la patata classica (grigliata, al forno, bollita, fritta, gnocchi, purea) come contorno di carne e pesce, cruda da sola o nelle insalate miste, nelle minestre e zuppe, nei sughi, nei ripieni, risotti, torte e dolci vari.

Le calorie però sono superiori a quelle della comune patata.

CONTENUTI MEDI in gr. 100: acqua 72; fibre 3,13; calorie 110; proteine 1,60; carboidrati 22; potassio mg 331; fosforo mg 54; calcio mg 35; magnesio mg 18; ferro mg 0,80; zinco mg 0,30; selenio mcg 0,65; Vit A -R.E.- 1850; Vit. C mg 25; Vit. gruppo B mg 1,80; Vit. E mg 0,28.

Il CSPI (Center for Science in the Public Interest), organizzazione indipendente e non-profit che cerca di migliorare la salute pubblica con informazioni utili relative alla nutrizione, ha messo la batata rossa al primo posto in una classifica sui vegetali più salutari con un punteggio di 184, mentre il secondo vegetale ha un punteggio di 83.

Questo tubero ha ottenuto il punteggio più alto proprio grazie all’elevata concentrazione di sostanze benefiche per il nostro organismo.

Il punteggio è aumentato dai contenuti di fibre, carboidrati complessi, proteine, vitamine A e C, ferro e calcio.

Mentre viene diminuito dai contenuti di grassi saturi, sodio, colesterolo, zuccheri raffinati e caffeina.

Le statistiche dicono che nei paesi quali il Giappone e precisamente nella regione del Kagawa, dove la batata viene consumata più frequentemente cruda, vi siano meno persone affette da malattie come diabete, ipertensione e anemia.

Questo fatto ha incuriosito alcuni ricercatori tra i quali quelli del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Padova che, in collaborazione con l’Università di Vienna, hanno accertato gli effetti benefici della batata rossa e soprattutto il Cajapo, una sostanza contenuta principalmente nella sua buccia. Evitando la cottura si mantengono intatti tutti i valori nutritivi e le numerose proprietà di questo tubero.

Il Cajapo testato su individui affetti da diabete mellito tipo II, ha dato luogo ad una riduzione della glicemia basale, del colesterolo e dell’emoglobina glicata, con conseguente miglioramento dello stato di salute generale e favorendo l’assorbimento cellulare degli zuccheri.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su “Diabetes Care”, giornale ufficiale della American Diabetes Association che colloca il tubero al primo posto tra i vegetali per qualità nutrizionali.

info@andreadigiglio.it